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La Coppa dei Lupi raccontata da Marcello Mari

Alle Nove di sabato mattina prendiamo il via da Rieti diretti a Sora, alla guida di una Alfa Romeo 1600 Zagato e di una elegante Flavia Coupè blu scuro, per un appuntamento divenuto in breve tempo, uno di quelli da non mancare. Ci aspetta infatti la Coppa dei Lupi, gara di regolarità assurta ormai a contraltare del centro Italia della mitiche gare notturne alpine.

Un percorso che si snoda su strade di straordinaria bellezza, valichi appenninici che non hanno nulla da invidiare a quelli dolomitici, località turistiche alla moda come Pescasseroli o Roccaraso, ottima ospitalità e organizzazione, e tante prove speciali hanno fatto la fama di questa gara, dovuta alla fantasia ed all’impegno della Scuderia del tempo Perso, capitanata dall’infaticabile Enzo Sergnese.

Così quest’anno eccoci qui, a rendere il dovuto omaggio al nostro scomparso amico Silvio Lopez, che a questa gara non mancava mai, e agli amici della Scuderia del Tempo Perso.

L’appuntamento è al Centro Fiere di Sora, dove nello stesso week end si svolge una delle mostre mercato per auto d’epoca più note e frequentate del centro sud. Il tempo non è clemente, e piove a dirotto. Comunque prendiamo i numeri e fatte le verifiche ci mettiamo a studiare il radar, in attesa del nostro orario di partenza. Alle 15, 25 prendiamo il via, sempre sotto una pioggia battente che rende difficile vedere i cartelli stradali. Nella nostra Zagato infatti, lo sbrinatore non funziona, e i vetri sono sempre appannati.

Dopo aver attraversato Sora, la strada comincia subito ad inerpicarsi sulle montagne e diviene stretta e dissestata, grazie anche alle abbondanti piogge della notte; così facciamo lo slalom fra i sassi caduti, e la coppa dell’olio della nostra Zagato, che dista pochi centimetri da terra, corre seri rischi. Comunque ce la caviamo, e mentre comincia a scendere il buio, ci avviamo verso la temutissima Forca d’Acero, valico a oltre 1500 mt di quota, dove le previsioni dicono che troveremo una nevicata. Dopo qualche km infatti, la pioggia comincia a trasformarsi in nevischio, e fatto qualche altro km ecco la neve, quella vera, fitta e a raffiche portate da un vento gelido.

Insomma, si procede fra muri di neve, su un fondo innevato e in mezzo a una fitta nevicata. Come se non fosse sufficiente, la nebbia impedisce di vedere ad oltre 7/8 metri. Ma lo sapevamo, e poi il bello della Coppa dei Lupi è proprio questo: se non fosse difficile e imprevedibile, sarebbe una gara come tutte le altre. Comunque arriviamo in cima senza danni, e affrontiamo la discesa, che si preannuncia più difficile della salita. Procediamo con cautela, fra sbandate e traversi, attenti a non affondare il delicato muso della Zagato, nei muri di neve che ci circondano. Intanto ci raggiunge una Fulvia HF, e dopo poco anche una agile 112 Abarth. Ma non ce la prendiamo: sapevamo anche che la nostra vettura non è certo la più adatta per affrontare percorsi montani innevati. Comunque alla fine eccoci a Pescasseroli, dove malgrado i nostri sforzi nell’ultimo tratto, ci presentiamo al controllo orario con più di un minuto di ritardo. La prendiamo con filosofia, e ci diciamo che adesso il peggio è passato e da qui in poi ce la dovremmo cavare bene. Ma anche questa volta, abbiamo fatto i conti senza l’oste. Infatti a notte fonda, dopo avere superato la Valle di Bisegna, il paese di Cocullo noto per la processione dei “serpari”, le scenografiche Gole del Sagittario e il paese di Scanno, patria di bellissimi merletti e pizzi, la strada comincia ad arrampicarsi verso il Passo Godi, e dopo poco ecco di nuovo la neve. Così, malgrado i nostri equilibrismi, arriviamo al rilevamento in cima al valico con un altro minuto di ritardo, e subito dopo presi dallo, sconforto, sbagliamo pure strada. Per fortuna ce ne accorgiamo subito e riprendiamo la giusta direzione, che dopo averci portato a Villetta Barrea e Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo e a Roccaraso, ci conduce infine a Rivisondoli, alla fine della prima tappa. Qui un cambio di percorso, anche se segnalato dagli organizzatori prima della partenza con una nuova pagina del radar, causa qualche difficoltà a molti equipaggi, noi compresi, e forse sarebbe stato meglio annullare il Controllo Orario. Ma alla fine anche questo si supera e la gara riprende. La seconda tappa è più agevole e la pioggia concede anche una tregua. Attraversiamo belle località, come Pescocostanzo, Sulmona, il valico di Forca Caruso, per fortuna con poca neve, e alla fine eccoci a Gioia dei Marsi, alla fine della gara. Nelle condizioni in cui la abbiamo fatta, averla completata ci sembra già una bella soddisfazione e la classifica non conta più. Se ripensiamo alla tormenta di Forca d’Acero, o alla discesa da Passo Godi, ci viene quasi da pensare che dopo questo neppure il Col de Turinì dovrebbe farci paura. L’anno prossimo, ci diciamo, ci presenteremo al via con una vettura adatta, e meglio preparati. Perche la Coppa dei Lupi vale da sola una stagione di gare.

Marcello Mari-Luigi Manzara, Alfa Romeo 1600 Zagato 1973

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